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Tuesday, 29 March 2011

Roland Sands strikes again




Fino a qualche tempo fa mi sarebbe venuto da dire: "piscio sui pomponi e sui cilindri dispari". Non parliamo poi del raffreddamento a liquido e dell'iniezione elettronica... Ma, fosse stato ancora il caso di ribadirlo, basta un bel giro sui tornanti della Sabina, come quello di domenica scorsa, e capisci che con diavoletti così c'è poco da scherzare.... Inazuma di papà tuo, mamma mia quanto pesi! Roland Sands dice di questa sua ultima realizzazione "This one is street legal, ultra-light and has just enough horsepower to get you in trouble"...  Ecco, ero preoccupato. Qua sotto l'originale, ma mai quanto quella sopra.


Ally Pally International Bike Show

Alexandra Palace è un edificio vittoriano situato nell'Alexandra Park, tra Wood Green e Muswell Hill, nord di Londra, costruito nel 1873 come luogo di educazione, svago e intrattenimento. Dal 26 al 28 febbraio 2011 vi si è tenuto il London International Custom Show. Ecco qualche scatto direttamente dal web.


Cafe racer stand
Photo by Cuonabike - London - Feb 2011
Cafe racer stand again
Photo by Cuonabike - London - Feb 2011
Vincent 1000 Cafe racer
Photo by Cuonabike - London - Feb 2011
Cafster 1200
Photo by StormingJoe - London Feb 2011 
T500
Photo by StormingJoe - London - Feb 2011
CB
Photo by Stormingjoe - London - Feb 2011
Checcefregadellemoto? (ndr)
Photo by StormingJoe - London - Feb 2011
E, per la gioia degli Inazumisti, alcune special su base Suzuki, SACS naturalmente!
by Stormingjoe

Bandit
Bandit again!
Bandit turbo
And finally, the winner is:
Best of the show 2011
Photo by Cuonabike - London - Feb 2011

Monday, 28 March 2011

Corso di motogiornalismo

Dal blog: "C'è poco da Rider": troppo divertente, troppo vero.

Headbanger


L’idea di Headbanger è semplice. Assemblare in Italia custom realizzate con il meglio della componentistica  disponibile accontentando una raffinata clientela con buone capacità di spesa (e scarsa propensione alla piega): ampissima possibilità di personalizzazione e consegna, chiavi in mano, della special desiderata. Questo significa: motorizzazioni a scelta, rigorosamente V45° USA ma non Harley, e cilindrate siderali (per i nostri standards); prodotti omologati euro tre; niente sbattimenti alla ricerca dei pezzi e delle officine per realizzarli e montarli, o per la messa punto; telai softail che proteggono le preziose terga dei proprietari da eccessivi sbalzi; massicce dosi di good vibrations e calore tra le chiappe; successo assicurato ai semafori e ai bar di moda. E’ custom culture o è business? C’è un po’ di tutto e due. Ma a mio avviso, lo devo dire, prevale il secondo aspetto… Insomma roba più da dirigenti over forty che da gioventù bruciata...  Va detto però che gli uomini dello staff HB all’EICMA, come ai Motodays, si sono dimostrati gentili e disponibili e le ragazze immagine mediamente bone (anche le coreografie e il contesto erano molto carini in entrambi i casi).  Insomma, senza dubbio un buon inizio. E poi, se la formula trasforma i vecchi borghesi in giovani motociclisti... Il risultato non ha prezzo.

Ago... Ma dai?

Agostini and the transvestites
Moto Revue Classic by Pete Davies
(davidamotophoto.com)

Friday, 25 March 2011

Jesse Carmody Motography


Photo by Jesse Carmody from Los Angeles, CA, United States,  Photographer
http://www.jessecarmody.com/

Facile facile...




Originally posted on Inazuma.eu

Un'altra Inazumina cafè... Facile facile e con strumentazionie trendy. Ma quanto ci piace?

Nothing substitute cubic inches! #2


Photo by Inazuma Luke - Rome - 2011

Thursday, 24 March 2011

Bye bye Lyz


Wednesday, 23 March 2011

Inazuma expensive gadgets


I fratelli Inazumisti più cafèracer oriented si saranno spesso chiesti se esistono cerchi a raggi per le loro macchine. E io ho a lungo pensato di montarli sul mio ferro dal look vintage. Ebbene esistono. E questa foto ne è la prova. Purtroppo però, per quanto ne so, non si tratta di componenti aftermarket di larga distribuzione, ma di prodotti artigianali realizzati con mozzi ricavati dal pieno... E costano parecchio. Una stima grossolana varia dai 1500 o 1600 euro per una coppia di cerchi che richiedono le camera d'aria (CLF Parts per esempio), ai 2000 e oltre euro per una coppia di cerchi tubless. Inoltre, non dispongo di evidenze per raccontarvi se la spesa vale l'impresa e quale riuscita hanno questi componenti. I signori dell'Alpina, all'ultimo EICMA, mi hanno mandato a spigolare. Ma mi hanno anticipato che presto saranno sul mercato spoked wheels tubeless per Bonneville e altre modern classic... Con prezzi in caduta! Se qualcuno ha notizie per arricchire questo topic (e la mia Inazuma), però, ci contatti.

Zie d'Italia

Laverda 1000
Laverda SF 750
Morini 50 "Corsarino"
Morini 3 e 1/2 Sport
A 10 anni sognavo il corsarino Morini, ma a 14 mi accontentai, godendo, del Gilera Enduro dismesso di mio cugino, con cui riuscii prealtro a rompermi una gamba meno di un mese dopo. Di Laverda 1000 non se ne vedevano molte in giro. C'era stata la crisi petrolifera e sulle moto sopra i 350 cc, l'IVA, appena nata, picchiava duro. La Laverda 750 "Super Freno" ma a tamburo, invece, era una moto da intenditori con tuta in pelle, mentre al bar si vedevano più spesso le Honda 750 four, col doppio freno a disco però, guidate, senza tuta in pelle, e ovviamente senza casco, da aitanti pariolini e simili, non necessariamente ventunenni. Il Morini treemezzo sport, invece lo conobbi grazie a alcuni miei amici diciottenni, con genitori più abbienti, o almeno più generosi e meno preoccupati dei miei... Mentre io mi accontentavo, e godevo, sul mio vespone 125 col gruppo termico del 150. Qualche generoso amico, mi avrebbe poi consentito la guida della sua Honda 350, già di terza o quarta mano, ma con la forcella denudata e il motore del 400 supersport che ci andava una meraviglia.

Morini, Laverda, Gilera... Eh si, costruivano moto. Ed erano molto, molto belle.

Tha Heist: che bel giocattolo!




Tha Heist, in slang US significa "la rapina". Ma a dispetto del nome non è poi una moto costosa. Secondo me questo piccolo bobber 250 è invece un bel giocattolo. Lo produce la Cleveland Cycle Works (CCW) di Scott Colosimo... In Cina. E vabbè, che ti aspettavi? Ma i componenti -dice- sono selezionati un po' in tutto il mondo. Telaio rigido, filtro aria aperto, sella regolabile, cerchi a raggi (21" davanti con 64 razze, 18" dietro con 72 razze), omologata Euro 3 e con tanto di garanzia biennale. Al motore Honda CG di 229 cc  non puoi chiedere più di 17 cavalli ma hai solo 130 chili da portare in giro. Se non hai velleità velocistiche e cerchi un oggettino che puoi usare in città anche come commuter, perchè no, con una bella borsa in cuoio da montare sul rigido, con 4400 euro la motina vien via (nera lucida o opaca, oppure oro come nelle foto ufficiali qui sopra). E magari ti fanno lo sconto. L'ho scoperta ai Motodays allo stand della Leonart, che produce qualcosa di simile, un po' più potente e costoso, ma che trovo assai meno fascinoso, soprattutto per la scelta della motorizzazione. Ho fatto anche qualche foto alla versione nera in esposizione. Trovo l'idea pratica e divertente e soprattutto una valida alternativa agli onnipresenti scooteracci. Il difetto? Beh, potenza a parte, il fatto che con gli stessi soldi prendi una giap usata anni novanta e ne fai una special con ben altre prestazioni e personalità. Ma questa è un'altra storia.




E, volendo, ci fai pure un bel serbatoio aerografato da Nero Opaco

Tuesday, 22 March 2011

L'ultima Laverda





Ne parlavo con Leo l'altra sera. A ripensarci, cominciò tutto così per me. Dicembre 1999. Al Motorshow di Bologna c'erano ancora le motociclette, faceva freddino, mia moglie aspettava la mia bimba. Quella vera. C'era ancora la Laverda, le cui ultime moto bisognava essere proprio affezionati al marchio per farsele piacere. Però questa Lynx, col motore Suzuki 650, la linea un po' Monster, ma più elegante, attirò la mia attenzione di ex motociclcista, ormai ridotto allo scooteraggio di media cilindrata, ma voglioso di tornare in sella a una moto vera. Ci montai sopra e la sentii subito mia. Ne avevo provate altre, ma mi stavano larghe, e questa mi sembrava proprio giusta. Cilindrata non esagerata, una settantina di cavalli e un motore di cui si dicevano meraviglie (e se ne dicono tuttora). Giusto una quindicina di milioni (forse meno, chi se lo ricorda?) e un paio di mesi di pazienza per trovarla dal concessionario.... Diceva la bella signorina dello stand, e annotava le prenotazioni... Ma poi, per Laverda, fini tutto così. Con la sola soddisfazione di non vedere il proprio marchio su qualche motociclo utilitario come è successo a qualche altra gloriosa casa italiana. A quel motoshow c'erano anche le nuove Moto Morini... Che storia. Io mi comprai Inazuma solo qualche tempo dopo: la Laverda non c'era più e le Morini erano troppo care. Medita Colaninno, medita.

La bella Ungherese



Una elegante realizzazione su base GSX-R 1100. Anni luce da certe raffazzonate elaborazioni che si capita spesso di vedere. Gixxers never die! (Photo by: Zirig Árpád, Csikós Zsolt- Hungary)









Monday, 21 March 2011

Triplette

Elegantissima

Paura di arrivare lungo?

God save the Queen

Pazza!
La prima volta che ho guidato una Speed, risalendo su Inazuma mi son detto che era proprio un ferro vecchio... Ed è per questo che adoro la mia vecchietta. Ma una scappatella con la Tripla la farei eccome!

Photo by Inazuma Luke - Rome - March 2011