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Sunday, 27 February 2011

It's better in the wind... Again




Japanese GP racing bikes

Anteprima di Skywalker




Questa estate il mio amico Francesco ha visto la mia Inazuma in Sicilia... E al rientro dalle vacanze, senza starci a pensare troppo, ne ha comprata una, se l'è studiata per qualche settimana e l'ha portata a "segare" dal mago Emanuele di Cafetwin. Ed ecco che adesso si comincia a vedere qualcosa... Quanto alla livrea, opera dell'ormai mitico Tony... Ehehehe... Per la serie: avremmo potuto stupirvi con effetti speciali...
E ora, attendiamo con impazienza i primi vagiti del nuovo scarico!

Saturday, 26 February 2011

GSXR... Le origini del motore Inazuma


La prima GSX-R esce dalla fabbrica di Hamamatsu nel 1985: è il primo modello nato per la corsa e per la pista, destinato alla leggenda. Alla Suzuki approfittano della riduzione di cilindrata delle moto in gara da 1000 a 750 e Hiroshi Fujiwara, il designer, gli conferisce una linea che all’epoca è ritenuta il massimo. L'interesse della stampa è immediato. Il nuovo propulsore SACS sviluppa una potenza superiore a quella di tutte le moto concorrenti della classe 750: circa 100 cv. La moto conta su un peso veramente basso per l'epoca, dichiarato in 179 kg, e dunque sul miglior rapporto peso potenza in circolazione unito a un telaio straordinariamente leggero e allo stesso tempo molto rigido. Con il passare del tempo, la Suzuki riesce a mantenere competitiva la moto, migliorandone l'estetica, la rigidità del telaio e, cosa più importante, il metodo di raffreddamento, con l’introduzione del liquido al posto del sistema olio/aria, ma le alette di raffreddamento sono mantenute ancora un po’ per non cambiare un’estetica che passerà alla storia. Nel 1996, c’è il salto tecnologico, con l'arrivo della nuova GSX-R col motore SRAD (System Ram Air Direct) ed il nuovo telaio perimetrale in alluminio. E' la nuova generazione delle race replica che ancora vediamo nei negozi. Il mitico Nico Cereghini racconta la storia della GSX-R, nata nel 1986 con lo stesso motore che pulsa nel cuore di Inazuma. Ne avevo già parlato un po' qua: http://inazumacafe.blogspot.com/2011/02/reperti-storici.html.

Caffècorretto





Dopo due anni di lavoro, Vittorio ha sostanzialmente terminato la trasformazione della sua Inazuma. Un'opera accurata e originale che vi presento non ancora completa di alcuni dettagli come i fianchetti e le grafiche... Ma, si sa, su una cafe racer non si smette mai di metterci le mani. Dalla bella Sicilia, Vittorio ci offre, di suo pugno, la scheda dettagliata delle modifiche:

- Telaio tagliato
- Codone in VTR per truxton-cup
- Tabella porta numero sopra il faro in VTR
- Tabelle laterali VTR
- Sella fatta a mano con bordi rossi
- Filtri a cono
- Una specie di parafango posteriore
- Scarico megatone
- Manopole Hold-style rosse (costano un'occhio della testa)
- Moto smontata al bullone (quando l'ho vista in quel modo ho pensato che non saremmo più riusciti a rimetterla insieme)
- Verniciatura di ogni singolo pezzo:Serbatio, Codone(quasi), Telaio, Motore, Canne, Pedane, Cavalletto, Cerchi Forcellone (insomma TUTTA) ecc..
- Sterzo con forma e piega discutibile della LSL
- Specchio bar-end ma montato come uno normale
- Eliminato tutto il quadro contaKM contagiri spie varie (spero di metterne uno fichissimo che ho visto in rete ma ho decisamente finito i soldi)
- Staffe fatte in casa per avvicinare il faro
- Adesivi fatti da me che sono tanto bravo!
Il sito di riferimento per la caffecorretto e ancora in costruzione ma se intanto volete dare un'occhiata www.caffecorretto.com

Friday, 25 February 2011

Bobber postnucleare



Metti che uno sia fulminato sulla via di Damasco
e sia rapito dall'improvvisa voglia di trasformare la sua Kawa 1000
in un improbabile bobber da 130 cv.... Io l'ho fatto.
...col photoshop.

Inazuma again... Ed è subito cafè


Ed ecco il lavoro in corso di un inzumista d'oltralpe sulla sua gsx 1200.
E' un attimo: manubrio basso, piastra lucidata, freccie sul radiatore dell'olio...
E il frontale è già 100 punti più bello.

E... se poi finisse così?

Da: The ultimate Spirit of Sixties project


La "staccata"


Ricordando il Mugello 2010, con Valentino incidentato,
sicuramente la staccata più apprezzata e ricordata dal pubblico.
Io c'ero!

L'eccezione


Una ragazza giapponese su una moto inglese... Di solito, è più frequente il contrario.

Quasi, quasi... Faccio una pausa


Quando, più che l'onor poté il digiuno....

One more...


Già vista su vari blog... Ma, secondo me, non abbastanza. Il suo nome è Sara T. di Washington e la sua moto si chiama "Stella": una Honda CB 500F del 1972. Monta il serbatoio "Armadillo" e la sella fatti a mano da BCR Parts (Benjies Cafe Racer)

Thursday, 24 February 2011

Nightshift


Photo by Live in Asia NZ - Hong Kong: "Speed Tunnel"


Photo by 2Create - London (UK): "Citybikes"


Photo by CGT - Caerleon (Wales): "Quay Bike Night Sept. 2010"


Photo by CGT - Caerleon (Wales): "Quay Bike Night Sept. 2010"


Photo by Tiagomuller - Blumenau (Brasil): "Vrooom"


Photo by i k o - Rimini (italy): "The road warrior"


Photo by i k o - Rimini (italy): "A14"


Photo by Kermit - Tokyo (Japan)

Notturno motociclistico... Trovo infinita bellezza queste foto, piccole grandi opere d'arte, piene di amore per le due ruote e l'asfalto. Opere di fotografi professionisti e non ma tutte cariche di arte e di raffinato gusto per le immagini. Mi rammarico del fatto che l'unico italiano di questo mio vernissage improvvisato, abbia pochi shots delle nostre amate due ruote. Ma vi assicuro che vale la pena di vedere le opere del riminese  i k o, che ha rapito a lungo la mia attenzione sul web e che ha tutta la mia ammirazione

Le avventure di "Ed il Polso"

...Il mitico Joe Bar Team
Per quei pochi che non lo sanno, Joe Bar Team è una serie umoristica a fumetti basata sulle spericolate ed imbarazzanti vicende vissute dai protagonisti, bikers incalliti e impenitenti, che frequentano il Bar di Joe. Il primo volume, forse il più divertente, è stato pubblicato in Francia nel 1989, disegnato da Bar2, e ha avuto un seguito di altri 5 volumi, poi disegnati da Fane. Le avventure dei protagonisti sono ambientate nella Parigi degli anni '70 e le moto sono quelle dell'epoca. Nei nuovi volumi i vecchi protagonisti perdono il loro ruolo principale per fare da spalla a nuovi motociclisti. Ma non è la stessa cosa. I personaggi originari, quelli che sono passati alla storia, come le loro moto, sono:
Edouard Bracame, detto Ed il polso: gira su un Honda CB 750 Four. Più millantatore che autentico pilota, istiga gli amici a gareggiare. E’ il maniaco della frenata tardiva. Frase storica: «Piscio sui pomponi e sui cilindri dispari!».
Guido Brasletti, detto Pepé: ha una Ducati 900 SS. Italiano, flemmatico e un po' indolente. E’ fissato con le donne e la “linea perfetta” in curva.
Jean-Raoul Ducable, detto Jeannot la rotella: guida una Kawasaki 750 Mach 2. Fissato per la velocità. Il suo unico scopo: essere il più veloce.
Jean Manchzeck, detto Joe ragazzata: ha una Norton Commando 850, leggenda su due ruote. E’ il più schizzato e non si tira mai indietro da una sfida.

Naked concept


vintage Suzuki ad'


Tuesday, 22 February 2011

Mac: Due ruote e un cilindro col botto

Spud
L’inglese Ellis Pitt  ha creato un paio di anni fa la Mac Motorcycles con Mark Wells e Ian Wride della Xenophya Design. Il suo obiettivo dichiarato è quello di realizzare motociclette semplici e essenziali, con linee chopper/bobber da telaio rigido ma sospeso, un motore bello da vedere, assetto flat-tracker, handling Ducati, rapporto peso potenza ai minimi storici e telai ultraleggeri. Il tutto per glorificare lo spirito guida del vero biker: conta il viaggio più che la meta.

Come non essere d’accordo con tanta nobiltà di intenti?
 
Pea shooter

Roarer
Spud, in slang, significa patata… E il nome è già evocativo. Pea shooter, invece, sta per Sparapiselli. Roarer…Beh, certo: Ruggente!

Per motore, ci hanno messo un bel monocilindrico Buell “Blast” di 492 cc, 5 marce, aste e bilanceri da noi pressoché sconosciuto in quanto tale (…E te credo! L’Ing. Laverda e il Conte Agusta si rivolterebbero nella Tomba!), ma ben noto nella sua forma doppia, cioè quella del V 45° Harley 883, portato a 984 cc. da Erik Buell. Il Buell Blast (lett. esplosione) pare sia anche soprannominato "thumper" (cioè: generatore di botti) e, afferma candidamente Ellis, le ragioni ci sono tutte: con uno scoppio ogni 720° di rotazione dell’albero, ogni scintilla della candela rappresenta “un evento”. 


Il Blast, con il suo bravo filtro KN aperto,  dovrebbe erogare 34 cv a 6500 giri, ma Ellis intende proporre anche un kit big-bore da 515 cc, camme Andrews, Mikuni 42, accensione Screaming Eagle e scarico Supertrapp per sfoderare 50 cv a 7200 giri. Ci racconta che un Blast con un kit NRHS 515 ha segnato il record di velocità a Bonneville nella classe 650.

Ruby
Ruby, dunque, se tanto mi da tanto... Vuol proprio dire che il motore fa... Bunga Bunga!

I bei progetti di Ellis & Co, però, sono sul web da ormai più di 18 mesi… Nel frattempo, la Buell non esiste più (anche se i motori sono forse ancora in commercio), di prezzi e date non se ne parla proprio e di Mac bikes, in giro, ancora non se vedono…

Come finirà?

Beh, intanto godiamoci le immagini, perché questi oggettini hanno davvero tanto fascino.
Per i dettagli: http://mac-motorcycles.com/






Monday, 21 February 2011

Softail... Hardcore



...Se bello vuoi apparire, per guidarla devi soffrire...

Photo by Barbara Barto  - Texas - April 2011

The cult of the cafe racers


Sunday, 20 February 2011

Ritratto di blogger in Sicilia

Pollina - Agosto 2010

Votate votate votate...


Vi dirò... La moto non mi ha convinto... Ma la spinta motivazionale va riconosciuta.

Girls, girls, girls!

Thursday, 17 February 2011

Bike pics... Inverno-estate-inverno




Not a caferacer, not even an Inazuma...
But: who cares?
Four wheels move the body, two wheels move the soul!

Checkered

Photo by Poca-traça  - 2010

Yamaha ManXJR






Ho appena scoperto il blog di Leo, 100 cavalli, e mi sono linkato immantinente. La sua opera è raccontata là, su questa Yamaha XJR 1200 che, già bella di suo, sono in pochi ad avere il coraggio di modificare. Frullino, olio di gomito, fantasia e tanta passione, uniti a un buon gusto non comune, tutto fatto in casa per realizzare questa cafè racer che dire che mi piace è davvero poco. E, a quanto pare, migliorerà ancora una volta terminata... Complimenti. Ti aspettiamo on the road!